Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino
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XVI BORSA MEDITERRANEA DEL TURISMO ARCHEOLOGICO - La Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino partecipa alla BMTA di Paestum

13 novembre 2013

Pianta giardino

La Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino, diretta da Gennaro Miccio, partecipa alla XVI Edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che si tiene a Paestum (Salerno) dal 14 al 17 novembre 2013. Nello stand riservato alla Soprintendenza     sarà allestita una postazione informatica corredata da pannelli espositivi relativi ad eventi presentati di recente: Il Piano di Gestione del Sito Unesco - Costiera Amalfitana; PADULA, Certosa di San Lorenzo, mostra “Storie Certosine: 1813-2013” Quattro dipinti tornano a Padula dopo due secoli; PADULA, Certosa di San Lorenzo, mostra “Dov’è la Patria Nostra”; AVELLINO, Carcere Borbonico, mostra “Il Giardino degli odori”.

STORIE CERTOSINE

Con la soppressione di quasi tutti gli Ordini monastici, stabilita dai Napoleonidi all’inizio del XIX secolo durante il cosiddetto Decennio Francese, molte opere d’arte della Certosa di San Lorenzo di Padula furono prelevate per essere trasferite nel Museo Reale di Napoli. Una delle ultime spedizioni fu effettuata nel 1813. Il verbale di consegna, conservato presso l’Archivio di Stato di Salerno, compilato dal Sottointendente di Sala Consilina, ne riassumeva la consistenza: il prezioso carico comprendeva, tra l’altro, 172 quadri che erano situati nei principali ambienti della Certosa.

Negli anni a venire, nessuna notizia dei quadri di Padula. Il tentativo di individuarne almeno qualcuno sembrava impossibile,  dal momento che il verbale del 1813 non conteneva l’elenco dettagliato con i soggetti, ma li riassumeva solo in due grandi categorie: 52 di notevoli dimensioni - rullati per agevolare il trasporto - e i rimanenti, più piccoli, sistemati nelle casse. La mancanza di adeguato supporto documentale ha reso vane tutte le ricerche condotte in passato.

Intorno agli anni novanta del secolo scorso, alcune tele esposte nella Certosa di San Martino a Napoli, raffiguranti scene di vita certosina all’interno di un monastero, hanno attirato l’attenzione degli studiosi: gli scorci architettonici che fanno da sfondo alle figure dei monaci ritratti sono proprio quelli della Certosa di Padula! In una di esse, in particolare, raffigurante“San Lorenzo appare ai Monaci Certosini”, è perfettamente riconoscibile la sua maestosa facciata in pietra locale.

Le ultime ricerche archivistiche hanno permesso una migliore comprensione dei fatti storici accaduti: dei 172 quadri rimossi dalla Certosa di Padula ed inviati a Napoli nel lontano 1813, solo i migliori furono esposti nella pinacoteca, quelli reputati scadenti rimasero nei depositi per alcuni anni tra i cosiddetti quadri di scarto. Nel 1824, alcuni di essi furono destinati ai Monaci della Certosa di San Martino che facevano pressanti richieste di restituzioni di opere d’arte per il loro  Monastero, anch’esso spogliato dai Francesi. Nell’elenco, preparato per la consegna, accanto ai nostri quadri, compare l’annotazione: “ …forse appartenevano a S. Lorenzo la Padula”.

A seguito di mirati accordi tra la Soprintendenza ai BAP di Salerno e Avellino e la Soprintendenza Speciale per il PSAE e per il Polo Museale della città di Napoli (da cui attualmente dipende la Certosa di San Martino), le quattro tele sono ritornate a Padula mediante la formula della “sottoconsegna” di opere d’arte di proprietà statale ad altra sede. Attualmente sono esposte al pubblico nell’appartamento del Priore della Certosa di San Lorenzo nella mostra dal titolo: “Storie Certosine”.

 Il Giardino degli Odori

Le nevicate abbondanti e rovinose del 2012 hanno provocato molti danni al giardino del Carcere Borbonico e alcuni degli alberi esistenti, sotto il peso della pesantissima neve, danneggiati e  divenuti pericolosi per l’incolumità delle persone.sono stati tagliati: ha preso, quindi, corpo l’idea de Il Giardino degli Odori, al fine di riqualificare, con un progetto di trasformazione  radicale, l’area interessata Inizialmente occorreva definire la connotazione tematica della scelta delle piante:. La scelta è ricaduta su piante autoctone e officinali, intorno alle quali si è intravista la possibilità di trattare molteplici aspetti. E’ stato adottato un criterio di scelta olfattivo e visivo. Piante con fioriture che si susseguono tutto l’anno creando una costante alternanza di colori, odori e stagionalità Ma il bello può avere come compagno l’utile e così dopo aver selezionato le piante, si è passati all’individuazione di vari argomenti da approfondire con la collaborazione degli Istituti Scolastici della Città. Sono stati coinvolti allievi, che con la guida dei loro insegnanti hanno svolto delle ricerche tematiche. Il Liceo Scientifico ha prodotto uno studio per individuare i principi ottimali e le proprietà terapeutiche e preventive delle essenze. Le medicine naturali, conosciute e utilizzate dall’antichità fino al Medioevo, cadute poi in disuso, hanno riconquistato recentemente il loro ruolo di strumento utile alla salute e al benessere. La ricerca ha avuto solo uno scopo divulgativo senza addentrarsi nelle problematiche che oggi sono collegate alla fitoterapia e alla naturopatia. E’ emerso un utile prontuario di consigli che, ispirandosi al principio di Ippocrate della «vis medicatrix naturae», sarà utile ai lettori. Il Liceo ha svolto anche una ricerca in ambito artistico, individuando opere in cui sono raffigurate le piante del nostro giardino. Accanto a capolavori come La Nascita di Venere del Botticelli, sono emersi artisti meno noti come Massimo Sansovini e Vincenzo Santoro. Gli allievi dell’Agrario si sono mossi, invece, su un terreno per loro molto agevole: hanno schedato e catalogato le piante, a loro spetta la futura realizzazione di un erbario. All’Alberghiero è stato assegnato il compito di elaborare un breve ricettario per preparare piatti gustosi ed elisir. Molte delle essenze piantumate sono ingredienti indispensabili in cucina e per la preparazione di tisane e per la preparazione di piacevoli miscele alcoliche. Altro Istituto coinvolto nel progetto è stato il Conservatorio di Musica Domenico Cimarosa che ha preparato un concerto, con brani musicali ispirati al tema della Natura. Per rendere accessibile anche ai bambini delle scuole elementari l’approccio al mondo della botanica, gli allievi del Liceo Publio Virgilio Marone hanno ideato delle filastrocche per raccontare in modo semplice e allegro gli aspetti botanici, fitoterapeutici e curiosità di ogni pianta. Un giardino è importante anche per la vita che lo anima; per contribuire a creare un’oasi attraente per piccoli uccellini gli alunni della Dante Alighieri, hanno progettato e realizzato abbeveratoi e mangiatoie che sicuramente contribuiranno a ospitare una significativa avifauna.Gli alunni del Liceo Classico Pietro Colletta hanno realizzato una raccolta di poesie sul tema della Rosa. Aver coinvolto le scuole è stata una scelta mirata, perché, come ricorda Umberto Galimberti «la prima condizione in cui ogni intelligenza abbia la possibilità di svilupparsi e di esprimersi è la scuola che deve se, funziona, fare acquisire l’interesse per la cultura». Concludo la nota con la speranza di aver trasmesso a tutti i protagonisti di questo progetto la consapevolezza che la natura deve essere un luogo di riposo, di libertà, di piacere e di rispetto.

«i fiori sono deboli»

«il fiore che tu ami non è in pericolo… Disegnerò una museruola per la tua pecora… e una corazza per il tuo fiore…».

(Il Piccolo Principe)

 

 Il Piano di Gestione del Sito Unesco - Costiera Amalfitana

     Il dossier di candidatura della Costiera Amalfitana nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO fu predisposto dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici per le Province di Salerno e Avellino (oggi Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Salerno e Avellino) e dalla Comunità Montana della Penisola Amalfitana (non più esistente e accorpata alla Comunità Montana dei Monti Lattari) nel maggio del 1996. Dopo i vari sopralluoghi effettuati dalla Commissione all'uopo incaricata la proposta di candidatura fu accolta il 5 dicembre del 1997 quando finalmente la Costiera Amalfitana fu inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO. La Commissione prese tale decisione riconoscendo a questo territorio la sua valenza sulla base dei criteri (ii), (iv) e (v) considerando la Costiera Amalfitana un valido esempio di paesaggio mediterraneo, per l'eccezionalità delle presenze culturali e naturali dovute alla particolarità della topografia dei luoghi e alla sua evoluzione storica. A parte la sua valenza culturale e paesaggistica la Costiera Amalfitana conserva tante tradizioni etnoantropologiche che hanno accompagnato nel tempo la formazione di questo paesaggio culturale. Per mantenere equilibrati i valori di questo territorio l'UNESCO ritiene fondamentale che ogni siti iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità si doti di un circostanziato Piano di Gestione. Nel 2002 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali affidò uno Studio di Fattibilità per definire le Linee Guida per la redazione dei Piani di Gestione dei Siti UNESCO italiani atteso che il nostro paese, ancora oggi, detiene l'illustre primato di conservare il maggior numero di siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Sulla base delle Linee Guida tracciate dalla società che ha redatto tale studio di fattibilità la Soprintendenza per i BAP di SA e AV e la Comunità Montana della Penisola Amalfitana decisero concordemente di farsi affiancare (2007) dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello, un'istituzione che ormai da anni si occupa di studi sui beni culturali con grandi risultati, per la redazione del Piano di Gestione del sito UNESCO Costiera Amalfitana. Dopo  alcuni anni di analisi del territorio i tre soggetti hanno elaborato una serie di progetti, alcuni finanziati con la Legge 20 febbraio 2006 n. 77 recante “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale iscritti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell'UNESCO”. Il Piano di Gestione del Sito UNESCO Costiera Amalfitana è teso al recupero delle regole che hanno generato il paesaggio culturale. Per tale motivo i progetti redatti dalla Soprintendenza e dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello sono preceduti dalla indicazione “VERSO LA COSTIERA. Recupero e attualizzazione delle regole che hanno generato il paesaggio culturale della Costiera Amalfitana”. I progetti redatti si inseriscono quindi in questo programma. Si segnalano in particolare il progetto, finanziato nel 2007, teso alla redazione delle linee guida per il Piano di Gestione del Sito UNESCO cofinanziato per un pari importo dalla Comunità Montana della Penisola Amalfitana. Successivamente sono stati realizzati i progetti (finanziati con il programma 2008 della Legge 77/2006):

VERSO LA COSTIERA ANTICA. Recupero e attualizzazione delle regole che hanno generato il paesaggio culturale della Costiera Amalfitana. Messa in rete del catalogo degli elementi di pregio e campagna nelle scuole Patrimonio dell'Umanità, Patrimonio Nostro (PaUPaN);

VERSO LA COSTIERA ANTICA. Recupero e attualizzazione delle regole che hanno generato il paesaggio culturale della Costiera Amalfitana. Test del modello territoriale e della Struttura Strategica di Gestione;

   L'attuazione di tali progetti ha consentito di avviare una serie di attività utili alla gestione del territorio del sito UNESCO. Importante il coinvolgimento delle scuole nel piano di miglioramento della conoscenza del sito UNESCO attraverso il progetto PaUPaN (Patrimonio dell'Umanità Patrimonio Nostro). Appare evidente come per assicurare la tutela del sito è opportuna la conoscenza del territorio. Per tale motivo tutti i dati accumulati nel corso delle analisi condotte sul territorio sono stati inseriti in un contenitore per essere poi messi a disposizione degli utenti. Per il raggiungimento di questo obiettivo è stata fondamentale l'informatica. La realizzazione del portale web è fondamentale per far sì che tutto ciò che fa riferimento al sito UNESCO per argomenti di varia natura di pubblica utilità e di interesse culturale sia stato inserito nel portale, realizzato anch'esso con le dotazioni finanziarie della Legge 77/2006. Il portale è raggiungibile all'indirizzo www.unescoamalficoast.it e costituisce uno strumento in continua evoluzione a servizio del territorio.  Durante la fase di analisi del territorio è emersa la possibilità, derivante dalla esigua percentuale urbanizzata del territorio del sito UNESCO, di candidare la Costiera Amalfitana anche come Riserva Internazionale di Biosfera (MAB – Man and Biosphere). Tale indicazione deriva dagli studi condotti dall'Università RomaTre grazie al contributo fornito dalla prof.ssa Giulia Caneva alla redazione del Piano di Gestione del sito UNESCO. Le potenzialità turistiche del territorio amalfitano costituiscono una ulteriore attrattività della Costiera Amalfitana che ha la possibilità di offrire ancora di più rispetto a quanto offre oggi a patto però che il turismo non diventi uno strumento di consumo del territorio. Partendo dalle analisi del turismo culturale sviluppatosi in Costiera Amalfitana durante i percorsi del Grand Tour, si è ipotizzato di reintrodurre in Costiera il turismo culturale fondamentale per il turismo sostenibile del sito UNESCO. Per questo motivo il progetto “VERSO LA COSTIERA ANTICA. Recupero e attualizzazione delle regole che hanno generato il paesaggio culturale della Costiera Amalfitana. PER UN NUOVO TURISMO: QUELLO ANTICO. Buone pratiche e linee guida per la promozione di un turismo di turismo di qualità” , fra i temi trattati nel progetto interessante quello impostato sulla opportunità di riutilizzare le fabbriche abbandonate (soprattutto gli edifici rurali e le case a volta, costruzioni tipiche di questo territorio) come luoghi di soggiorno (Bed and Breakfast, ospitalità diffusa, ecc.) con la particolarità di stare in edifici storico tradizionali, sicuramente un valore aggiunto per i fruitori del turismo culturale.

  Un altro progetto è denominato “VERSO LA COSTIERA ANTICA. Recupero e attualizzazione delle regole che hanno generato il paesaggio culturale della Costiera Amalfitana. Dai saperi diffusi alla diffusione dei saperi (SaDifSa)”. Tale progetto si basa sul recupero dei mestieri tradizionali, anche quelli edili. Oggi sono pochi gli operai in grado di realizzare un battuto di calce, lapillo e pomice oppure di restaurare una volta estradossata o ancora un elemento ligneo, ecc. Il progetto si propone di fare tutto ciò.  Come si vede quindi il Piano di Gestione, partendo dalla conoscenza del territorio si occuperà della gestione del turismo culturale, della diffusione dei saperi utilizzando però sistemi nuovi. Il tutto attraverso l'attivazione di una Struttura Strategica di Supporto che lavorerà a fianco del soggetto gestore del sito UNESCO, la cui definizione è ancora incerta anche se appare probabile che tale ruolo possa essere assunto dall'Ente Parco Regionale dei Monti Lattari che nel complesso assorbe l'intero territorio del sito UNESCO. La Struttura Strategica di Supporto avrà il compito di coordinare le attività sul territorio e svolgere un'attività di supporto non solo al soggetto gestore, ma anche agli stakeholder che potranno interpellare la struttura per le loro necessità.

 

  

 

 







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