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 Salerno - La chiesa dell’Addolorata e il convento di S. Sofia - via Largo Conforti - 84121 Salerno

S.Sofia1Il primo complesso conventuale dell’ordine benedettino sorge poco dopo l’anno Mille nell’area detta Nova Civita poiché in essa il regnante Guaiferio andava realizzando un ampliamento della città e il nuovo palazzo principesco.

Due secoli più tardi, il convento da maschile diviene femminile, ma rimane sotto la giurisdizione dell’Abbazia di Cava fino al 1575, quando passa all’Arcivescovo di Salerno. Successivamente, la struttura è affidata ai gesuiti 1592, che ne realizzano un ampliamento, e poi ai carmelitani 1778. Nell’Ottocento l’edificio è sede del Tribunale e nel Novecento diviene sede scolastica.

I resti del convento risalente all’XI secolo sono in via Trotula de’Ruggiero. Qui, due volumi sono collegati tra loro da un giardino gentilizio, chiuso da un tratto di mura longobarde, e da una volta unghiata che scavalca la strada stessa. L’ingresso è costituito da un portale a sesto ribassato in piperno grigio. All’interno, due archi anch’essi ribassati e una volta a padiglione. Ai piani superiori, i resti di una loggia. Le decorazioni policrome formano figure geometriche, archi intrecciati.particolare s.sofia

Il monastero attuale ha pianta rettangolare e si articola su tre livelli collegati da uno scalone voltato a tre rampe. Al primo piano si alternano sale coperte con volte a botte e volte a padiglione, mentre quello superiore presenta un lungo corridoio con volta a botte unghiata che serve tutti gli alloggi.

L’annessa chiesa dell’Addolorata sorge sui resti di un edificio religioso più antico, dedicato al SS. Salvatore e fondato probabilmente nel IX secolo d.C.. Quando i Gesuiti si stabiliscono nel convento, cominciano i lavori per la nuova chiesa ma, trascorsi tre secoli, il suo stato di abbandono determina una vasta opera di restauro 1844 voluta dall’arcivescovo Paglia, come ricorda l’iscrizione sul prospetto principale. Esso è caratterizzato da due ordini di lesene corinzie raccordati da volute. Nella parte superiore, un grande finestrone rettangolare illumina l’interno, mentre il timpano, forato da un ovale, chiude la facciata.
Recenti restauri hanno portato alla luce, sulla parete di via Trotula de Ruggiero, una quadrifora con motivi intrecciati risalente al XIII secolo d.C..

s.sofia2Alla chiesa si accede percorrendo una scala a doppia rampa curvilinea, di gusto tardo-barocco. L’aula religiosa - a navata unica scandita da lesene corinzie - ha pianta rettangolare ed è coperta da una ampia volta a botte. All’incrocio della navata col transetto si imposta su pennacchi la cupola a cassettoni con rosette centrali, cui corrisponde lo stemma maiolicato fatto apporre sul pavimento dallo stesso Paglia. Le decorazioni della chiesa sono realizzate in stucco floreale, mentre i pavimenti sono anch’essi in maiolica a motivi geometrici. Le cappelle laterali ospitano altari in marmo.

 

 

 

 

 

Testo di MP Mirabilia srl

Chiesa dell'Addolorata e convento di S. Sofia
via Largo Conforti
84121 Salerno






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