Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino
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 Salerno - Palazzo Fruscione - Vicolo Adelberga, 19 - 84121 Salerno

Il palazzo Fruscione sorge nel pieno centro storico della città di Salerno, nel quartiere detto dei barbuti dalla lontana epoca in cui i Longobardi si stabilirono in città.
La denominazione del fabbricato deriva dall’ultima famiglia che lo ha abitato, la famiglia Fruscione, appunto, cui il palazzo è stato espropriato nel 1967 per pubblica utilità.
Esso si sviluppa attualmente in cinque livelli fuori terra per un’altezza totale di quasi 25 metri, ed occupa un’area pari ad oltre 530 metri quadrati.

La facciata principale dell’edificio reca una impostazione di tipo ottocentesco, ovvero: allineati con i vani a pianterreno, cinque finestre al primo piano, cinque balconi al secondo, una finestra centrale e altri quatto balconi all’ultimo piano.
Il lato opposto, invece, è quasi completamente occupato dalla chiesa dell’Annunziatella di S. Andrea, fondata nel 1726 occludendo completamente la stretta stradina che costeggiava il fronte nord del fabbricato.
I prospetti laterali conservano pregevoli decorazioni databili intorno alla metà del XIII secolo d.C. ed appartenenti ad un antico edificio che poteva essere l’Episcopio di Salerno, o forse la residenza di un principe normanno.

Più precisamente, al livello stradale lungo il vicolo dei Barbuti, sebbene ad una quota inferiore rispetto all’attuale piano stradale, si possono osservare tre archi in tufo bicromo, che si impostano su due colonne molto esili aventi capitello a volute. L’arco centrale è poi sormontato da una trifora realizzata con tarsie lapidee.

Al secondo livello del palazzo Fruscione, poi, si conservano alcune bifore, anch’esse sorrette da colonne, mentre il terzo piano mostra un loggiato costituito da archetti ogivali intrecciati, impostati su colonnine che poggiano su una fascia continua lavorata a losanghe. Il loggiato doveva avere la funzione di illuminare gli spazi retrostanti con una apertura continua, avente un interasse tra le colonnine pari a circa 60 centimetri.
Il prospetto sud dell’edificio, poi, presenta al livello stradale due colonne, al primo e secondo livello alcune bifore ed archetti intrecciati.

La struttura è costituita da parti aggregatesi in epoche diverse; il nucleo più antico risale all’alto medioevo e raggiunge la quota attuale di circa 7 metri dal piano stradale, ma nel XII secolo doveva approfondirsi di ulteriori 3,70 metri circa; esso fu sopraelevato già in età normanna e, più tardi, a cavallo tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento. Nel secolo scorso, infine, il palazzo fu ristrutturato e portato a quattro piani.

All’interno, risalgono all’alto medioevo i due piedritti marmorei, alti 160 centimetri, decorati con motivi vegetali, conservati sul lato destro dell’androne.

Testo di MP Mirabilia srl







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