Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino
 Home   Cerca   Mappa   Contatti   Supporto alla navigazione
Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino  




ASCEA (SA) Velia, anni trenta. #laculturanonsiferma


Velia anni trenta

"don Amedeo" decide di iniziare uno scavo archeologico per mettere in evidenza le strutture del tempio su cui poggia la vecchia torre aragonese conosciuta come castello a mare della Bruca. Appare immediatamente difficile trovare braccianti, soprattutto perché il lavoro da fare sembra a questi molto strano e a volte si rifiutano. Certo, c'è da scavare con pale e picconi ma poi bisogna raccogliere inutili cocci di ceramica da pulire e conservare manco fossero patate; la forza lavoro di tanti uomini, a questi, sembra sinceramente sprecata. Si reclutano allora donne e ragazzi, in fondo sono proprio loro quelli che giorno dopo giorno, pazientemente selezionano, ordinano e puliscono.

Arrivano tutti sulla cima di quel promontorio affacciato sul mare iniziando a mettere in luce i grandi blocchi lapidei dell’edificio quando un vecchio fotografo abituato a riprendere pietre antiche, oggetti rari e semplici pezzi di terracotta, da ricomporre per restituire preziose testimonianze di un passato remoto, decide di immortalare quel momento in uno scatto fotografico.

Ecco allora che il quadro si va a comporre:
Le donne per la prima volta hanno la percezione dell'importanza del proprio lavoro e conquistano la scena occupando lo spazio centrale dell'immagine. Si incitano a vicenda e ancor più dimostrano la centralità del proprio ruolo quando consentono ai due più giovani, figli sicuramente di alcune di loro, di disporsi in primo piano.

Gli uomini invece hanno quasi vergogna di dover apparire. Proprio non capiscono il perché si scavino pietre da lasciare li in abbandono. Loro sono contadini, persone che vedono la continuità e la finalità della propria fatica quotidiana: zappare, seminare, piantare per poi raccogliere e conservare. Non riuscendo proprio a ritrovarsi insieme a questa gente inutilmente affaccendata, se ne stanno ai margini, defilati, proprio per attestare quanto siano lontani da queste pratiche. Eppure sono loro gli unici che hanno la dignità di scarpe ai piedi, non certo come le donne, tutte scalze e con il fazzoletto sulla testa, ma fiere e impettite per aver finalmente conquistato la dignità di un ruolo, riconosciuto e finalmente retribuito.



« Torna a tutte le notizie

AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE 1
Scuola Medica Salernitana
Facebook
Sito Unesco: Costiera Amalfitana
SERVIZI EDUCATIVI SABAP
ART BONUS
Portale dei corsi
DEMOETNOANTROPOLOGIA



   Home |  Cerca |  Mappa |  Contatti |  Supporto alla navigazione  

Valid HTML 4.01 Transitional     

Sviluppo sito sino al 2014 a cura di
dal 2015 Giancarlo Buzzanca - Area sviluppo applicazioni web/informatiche, sicurezza informatica DG-OR

Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino: Palazzo Ruggi d'Aragona, via Tasso ,46 - Avellino: Carcere Borbonico, Via Dalmazia
http://www.ambientesa.beniculturali.it - Contenuti a cura della Redazione del sito - Copyright 2007-2019 Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio SA - AV - Disclaimer - Area riservata