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TEGGIANO (SA) - La chiesa di Sant’Antonio Abate: un palinsesto pittorico del XIII e XIV secolo. #laculturanonsiferma


 

Teggiano chiesa S. Antonio Abate 2

 

 

A Teggiano, la dedicazione della chiesa di Sant’Antonio Abate, è da collegare all’istituzione voluta da Papa Bonifacio che, tra il 1297 ed il 1298, trasferisce con Bolla Ad Apostolico dignitatis, l’Ordine dei Canonici Regolari, antica compagine ospedaliera sotto la Regola di Sant’Agostino, in Ordine Ospedaliero di Sant’Antonio di Vienne, detto anche Antoniano o Viennois. Un culto diffuso e favorito anche dalla discesa degli Angiò, come documentano a Napoli e nel Regno, numerose attestazioni chiesastiche.

La chiesetta è fondata con molta probabilità nel XII secolo ed è inizialmente concepita a pianta basilicale, icnografia, oggi non più riscontrabile per le diverse demolizioni verificatesi nel corso del XIX e XX secolo. Essa si mostrava interamente affrescata; oggi la chiesa presenta pochissime superfici decorate tali da configurare per essi una cronologia oscillante tra il XIII e la fine del XIV secolo. Nella navata sinistra si rilevano alcuni brani di pittura parietale consistenti in due registri con figure frammentarie di Santi o Apostoli che si affiancano ad una Natività; poco distante in un incasso della stessa parete è riconoscibile il volto di un santo, forse San Benedetto. Nella navata centrale, sulla parete laterale sx. si sovrappone all’interno di un palinsesto, la figura intera di un Sant’Antonio Abate, mentre sull’intradosso della navata centrale si evidenzia in un singolo registro affrescato una Santa Lucia.

La Natività potrebbe risultare la fase più antica del ciclo figurativo della chiesa, da far risalire all’ultimo ventennio del XIII secolo. Esso sembra configurarsi in ambito ed una cultura che si innesta direttamente su quella duecentesca della cosiddetta scuola romana attiva, alla fine del Duecento, con l’esponente di spicco Pietro Cavallini, ed ancora Jacopo Torriti, metà XIII- inizi XIV,  e Filippo Rusuti, 1255-1325; quest’ultimo giungerà a Napoli intorno al 1319 al seguito di Pietro Cavallini, con Carlo II d’Angiò, per la decorazione ad affresco della chiesa di Santa Maria Donnaregina.


Nell’affresco di Teggiano l’impianto figurativo del dipinto, sembra afferire alle Natività realizzate nei cicli musivi romani, come quello in Santa Maria a Roma, in Trastevere di Pietro Cavallini del 1291 e quella realizzata da Jacopo Torriti nel 1295, nella fascia sottostante il catino absidale della chiesa di Santa Maria Maggiore a Roma. Esperienze che configurano nuove modalità artistiche, quali il superamento delle forme ieratiche bizantine per aderire alle novità che giungevano dalla pittura toscana di Cimabue e Giotto e dalla grande irradiazione artistica espressa dal cantiere di Assisi.

Nella stessa chiesa di Sant’Antonio Abate si intravedono novità culturali di matrice gotica che, con il nuovo secolo, il Trecento, tendono a configurarsi a Napoli con la dominazione angioina che promuove l’accentramento della corte e dove, avvengono le scelte e gli indirizzi culturali che, per il tramite delle grandi famiglie feudatarie e degli ordini religiosi, determinano nuove scelte e modelli della cultura artistica nei territori conquistati. Agli anni tra il’70 e l’80 del Trecento si può datare l’affresco raffigurante Sant’Antonio Abate posto lungo la parete sx della navata centrale. Il dipinto è parte sovrapposta di un palinsesto, dove si evince il volto di un angelo. L’opera è attribuibile ad un artista, forse, un collaboratore del pittore fiorentino Niccolò di Tommaso - docum. II metà del XIV secolo- giunto a Napoli nel 1371 sotto il regno di Giovanna I. Nel Sant’Antonio di Teggiano si evidenziano i caratteri peculiari di Nicolò, quali la disposizione frontale delle figure e la riduzione della profondità che proviene dagli esiti e gli sviluppi di Andrea Orcagna suo maestro. Per l’affresco di Teggiano il riferimento di comparazione più immediato è il Sant’Antonio Abate della chiesa del convento a Foria, dell’Ordine Ospedaliero di Sant’Antonio di Vienne. A tal proposito non si esclude, anche, ipotizzare che a realizzare l’affresco a Teggiano, sia stato proprio Nicolò di Tommaso, visto il circuito in cui riceve la committenza, quella dell’Ordine Ospedaliero di Sant’Antonio di Vienne, presente a Teggiano proprio nella nostra chiesa.

 E’da considerare che Teggiano - antica Diano fino al XIX secolo- è sede privilegiata del feudo dei Sanseverino dal 1239 fino al 1553 secolo. Essi domineranno la scena culturale di una parte consistente della provincia di Salerno qual’è il Vallo di Diano.

Cfr. R. Carafa, Affreschi degli Alburni e del Vallo di Diano tra il XIII ed il XV secolo in Ritorno al Cilento. Saggi di storia dell’Arte, a cura di Francesco Abbate e Antonello Ricco, Claudio Genzi Editore, Foggia 2017, pp.23-30.

 

 

Teggiano chiesa S. Antonio Abate 1

 

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