Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino
 Home   Cerca   Mappa   Contatti   Supporto alla navigazione
Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino  




ROCCAGLORIOSA (SA) Le Úlite di una comunitÓ lucana: la necropoli in localitÓ la Scala di Roccagloriosa. #iorestoacasa #laculturanonsiferma


necropoli Roccagloriosa foto 1

foto 1

 

La necropoli di Roccagloriosa, all’esterno del circuito murario, nell’attuale località La Scala, ha restituito numerose tombe di età lucana, tra cui alcune si distinguono per il carattere monumentale e la ricchezza dei corredi.  
Emblematico è il caso delle tombe a camera 19 e 24, rinvenute nel settore più settentrionale della necropoli all'interno dello stesso recinto, prova che i proprietari delle due sepolture appartenevano allo stesso nucleo familiare foto 1.

 

 

necropoli Roccagloriosa foto 2 

foto 2

 

necropoli Roccagloriosa foto 3

                                                                                      foto 3

 

necropoli Roccagloriosa foto 4

 


 

La tomba 19, databile al 330 a.C. circa, apparteneva a un personaggio maschile di età adulta.Tra gli oggetti che componevano il suo corredo è stato rinvenuto un cratere foto 2, il vaso in cui nel banchetto si mescolava il vino con l'acqua, alto oltre un metro, su cui è raffigurato un uomo armato di lancia, accanto a un cavallo all’interno di un tempietto, elementi che rimandano alla figura del cavaliere, la cui importanza nel mondo militare di tradizione lucana è ben nota dalle fonti letterarie antiche. L’appartenenza del defunto a una famiglia aristocratica è, inoltre, testimoniata anche da altri due vasi del corredo: una oinochoe foto 3-4, contenitore per versare il vino simile alla brocca, su cui sono raffigurate le vicende della dinastia reale della città greca di Tebe legate a Laio e Pelope e l’episodio del Giudizio di Paride, e una loutrophoforos, recipiente per l’acqua nelle cerimonie nuziali, su cui è narrato il matrimonio tra l’eroe greco Eracle ed Hebe, dea della giovinezza e coppiera degli dei foto 5, alla presenza di Zeus, padre della sposa e signore di tutti gli dei. Dalle scene dipinte su questi vasi è chiara la volontà di sottolineare la nobiltà e l’autorevolezza della stirpe del defunto.

 

                                                                                                                                       Foto 4


necropoli Roccagloriosa foto 5

Foto 5


 

La tomba 24, la più grande delle tombe a camera di Roccagloriosa, apparteneva a una donna che al momento della morte, avvenuta intorno alla metà del IV secolo a.C., doveva avere un’età superiore ai 40 anni. L’eccezionale ricchezza del corredo rivela che la defunta rivestiva un ruolo eminente nella comunità di Roccagloriosa: nella tomba erano stati, infatti, deposti oltre trenta vasi, in gran parte destinati a contenere gioielli e oli profumati.  Ai piedi della defunta, adagiata su un letto funebre in pietra foto 6, era stata collocata anche una coppa di bronzo per le offerte rituali con un coltello di ferro all’interno, prova della partecipazione della donna a riti religiosi. Tra i vasi ritrovati nella tomba, degna di nota è un’anfora a figure rosse foto 7 con la raffigurazione del mito di Niobe, regina della città di Tebe, appartenente alla stessa dinastia reale cui fa riferimento la scena dipinta sull’oinochoe della tomba 19. Niobe, madre di sette figli e sette figlie, osò prendersi gioco di Latona che aveva avuto da Zeus solo due figli, i gemelli Apollo e Artemide. Questi ultimi, per vendicare l’oltraggio subito dalla propria madre, uccisero allora tutti i figli della regina tebana. Dopo la loro morte, Niobe riuscì ad ottenere da Zeus di essere trasformata in una roccia da cui sgorgasse una sorgente d’acqua, traccia eterna delle sue lacrime.
Solitamente questo mito viene raffigurato nel momento in cui si compie la strage ma eccezionalmente sul vaso di Roccagloriosa il pittore si sofferma sul dolore di Niobe e descrive il processo di pietrificazione che si sta compiendo: al centro della scena è rappresentata la donna con il braccio sollevato in un gesto di disperazione e con la parte inferiore del corpo dipinta in bianco perché già pietrificata.

La monumentalità delle tombe 19 e 24, gli eccezionali oggetti di corredo, la selezione mirata degli episodi mitologici dipinti sui vasi indicano la chiara intenzione di enfatizzare le origini nobili dei defunti e di sottolineare, nel caso della tomba 24, il ruolo di primo piano svolto dalla donna nella comunità di Roccagloriosa e, nel caso della tomba 19, l’appartenenza dell’uomo al ceto aristocratico dei cavalieri, rappresentandolo come un eroe dopo la morte.

 

necropoli Roccagloriosa foto 6

foto 6

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         foto 7                 

necropoli Roccagloriosa foto 7



« Torna a tutte le notizie

AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE 1
Scuola Medica Salernitana
Facebook
Sito Unesco: Costiera Amalfitana
SERVIZI EDUCATIVI SABAP
ART BONUS
Portale dei corsi
DEMOETNOANTROPOLOGIA



   Home |  Cerca |  Mappa |  Contatti |  Supporto alla navigazione  

Valid HTML 4.01 Transitional     

Sviluppo sito sino al 2014 a cura di
dal 2015 Giancarlo Buzzanca - Area sviluppo applicazioni web/informatiche, sicurezza informatica DG-OR

Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino: Palazzo Ruggi d'Aragona, via Tasso ,46 - Avellino: Carcere Borbonico, Via Dalmazia
http://www.ambientesa.beniculturali.it - Contenuti a cura della Redazione del sito - Copyright 2007-2019 Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio SA - AV - Disclaimer - Area riservata