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Costiera Amalfitana "Re Fiascone: il pomodoro ritrovato"


Riuso e rigenerazione dei paesaggi culturali terrazzati in abbandono attraverso modelli di economia circolare

Re Fiascone: il pomodoro ritrovato

Costiera Amalfitana


Ph ACARBIO re fiascone

 

Il progetto Re Fiascone è nato nel 2015 allo scopo di salvare dall’estinzione un’antica biodiversità locale, un pomodoro da conserva di eccellenza, attraverso una collaborazione tra i contadini custodi della Costiera amalfitana, ed in particolare della vallata di Tramonti, per dare supporto all’agricoltura del paesaggio terrazzato caratteristica di questa zona.  

La Costiera amalfitana è un luogo ricco di storia e paesaggi unici nel suo genere. Ma la ricchezza di questi luoghi consiste anche nel suo immenso patrimonio di biodiversità che spesso rimane invisibile agli occhi di chi la visita. E’ in questo contesto che l’associazione ACARBIO si è adoperata sin dal 2009, nella promozione territoriale, nello sviluppo sostenibile e nelle tematiche ambientali, dedicando una particolare attenzione al recupero di tale biodiversità locale e delle produzioni agrarie a rischio di estinzione. 

L’agricoltura e la necessità di terreni agrari disponibili è stato il motore dello sviluppo in Costiera amalfitana del paesaggio terrazzato e della manutenzione della sua infrastruttura. Negli ultimi decenni, invece, l’agricoltura in questi terreni marginali è diminuita, a causa dei costi troppo elevati e così, i terrazzamenti che richiedono un grande impegno di manutenzione, vengono abbandonati. Per salvaguardare il paesaggio, quindi, è necessario trovare nuove innovazioni per l’agricoltura. E’ questo lo spirito del progetto del pomodoro Fiascone anche conosciuto come Re Umberto, un antico ortaggio risalente al XIX secolo e che negli anni è andato scomparendo fino a diventare quasi introvabile.

 

Ph ACARBIO re fiascone 2 rid

 

Re Fiascone: un pomodoro speciale

La storia di questo pomodoro racconta di come l’origine del suo nome sia un omaggio a Umberto I di Savoia, quando visitò Napoli nel 1878. Fu scelta questa varietà in quanto rappresentava l’eccellenza a quel tempo. Nel 1889 fu la volta della Regina Margherita, moglie di Umberto I, che in visita alla città di Napoli, venne omaggiata con la pizza Margherita, che rappresentava il tricolore italiano attraverso il verde del basilico, il bianco della mozzarella e il rosso del pomodoro che 11 anni prima fu dedicato al Re, suo sposo. Conosciuto localmente anche con il nome “Fiascone”, il pomodoro Re Umberto è anche famoso per aver dato origine al pomodoro San Marzano, in virtù di un incrocio con altre 2 varietà campane. Coltivato in Italia per oltre un secolo, con il tempo i semi vennero confusi e mischiati con altre varietà, causandone la cancellazione dal registro nazionale. Inoltre il diffondersi di nuove varietà ibride maggiormente adatte alla produzione industriale, lo rese sempre meno utilizzato. Alcuni contadini locali della Costiera amalfitana hanno però gelosamente custodito questo seme nel tempo, passandolo di generazione in generazione fino a donarlo all’Associazione ACARBIO, che si è prodigata ad avviare un progetto di valorizzazione e ridiffusione del seme a livello locale, grazie anche alla collaborazione con il Centro di Ricerca CREA-OF di Pontecagnano.

 

Ph ACARBIO re fiascone 3 rid

 

LA FILIERA RE FIASCONE

Dal 2015, Acarbio ha avviato questo progetto di recupero partendo da un crowdfunding che ha supportato l’avvio di una produzione sperimentale tra i contadini custodi. Progetto pilota per la rinascita sia del Fiascone che dei terrazzamenti abbandonati. Ed è così che il pomodoro frutto del duro lavoro dei contadini locali, viene poi trasformato in conserve artigianali e valorizzato attraverso il mercato della ristorazione di qualità, delle gastronomie e dei singoli privati che apprezzano i prodotti tipici e caratteristici, legati strettamente alla tutela ambientale. 

Il progetto Re Fiascone rappresenta l’avvio di un modello di sviluppo sostenibile per il territorio, che si propone di dare slancio all’economia locale, sostenendo i piccoli contadini custodi e allo stesso tempo salvaguardando il paesaggio terrazzato, intrecciandosi con altre realtà importanti come la Pizza di Tramonti che ha rafforzato ancora di più la sua riconoscibilità con l’utilizzo di un condimento a km0. Sia il pomodoro Re Fiascone sia la Pizza di Tramonti sono riconosciuti con il certificato DeCO del Comune di Tramonti.

Contemporaneamente il progetto rappresenta non solo un guadagno per il patrimonio culturale, agrario ed enogastronomico, ma – come visto a causa della emergenza Covid-19 - anche una opportunità per le filiere locali e per i contadini in questo momento della storia in cui l’importanza e il ruolo dei contadini locali e della produzione del cibo regionale viene riscoperto www.refiascone.it 

 Antonia Gravagnuolo, ricercatrice, CNR IRISS, con l’Associazione ACARBIO nell’ambito del progetto CLIC, progetto europeo di ricerca e innovazione Horizon 2020, nell’area di Salerno, città partner del progetto, con il coinvolgimento del Settore demoetnoantropologico e immateriale della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio di Salerno e Avellino e dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale – Mibact. ​

 

 

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