Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino
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AVELLINO - Conferenza Stampa «26 corse per il 2018. L’Avellino-Rocchetta è un’attrazione di livello europeo, l’Irpinia ne abbia cura»: la tratta storica è pronta a ripartire.

16 maggio 2018

 

Articolo di stampa tratto da ORTICALAB del 16 maggio 2018.

Al Carcere Borbonico ufficializzato il taglio del nastro: treno a vapore da Borgo Ferrovia per i prossimi 26 e 27 maggio. Cantamessa (Fondazione Fs): «Rispettato il cronoprogramma, riattiviamo una infrastruttura stupefacente». D’Amelio esulta: «E’ la vittoria dell’Irpinia. La Regione punta a riqualificare le stazioni che ricadono sulla tratta, saranno la vetrina della nostra terra»

Non è una pagina che si volta, ma un libro, nuovo, che si riapre. I prossimi 26 e 27 maggio la tratta ferroviaria storica Avellino-Rocchetta Sant’Antonio riapre nella sua interezza e si candida ad essere il principale volano dello sviluppo turistico irpino, spesso decantato ma mai realmente inseguito. Questa mattina, presso la Sala Ripa del Carcere Borbonico di Avellino, istituzioni (Sovrintendenza dei Beni Culturali, Regione Campania, Comune di Avellino e Fondazione Fs) ed associazioni (in primis "In Loco Motivi" di Pietro Mitrione) hanno tenuto una conferenza stampa per chiudere il cerchio e lanciare l’evento dell’ultimo weekend di maggio (i vagoni del treno a vapore che percorrerà, andata e ritorno, i 119km di strada ferrata sono già sold out. Pronta un’altra coppia di treni Avellino-Lioni-Avellino).

«L’Avellino-Rocchetta rinasce, con il taglio del nastro del prossimo 26 maggio, come ferrovia turistica, sarà tutelata da un’apposita legge dello Stato che ne garantirà il futuro, guardando alla stabilizzazione progressiva dell’offerta turistica. - così Luigi Cantamessa, Direttore Generale di Fondazione Fs - Ripartiamo, grazie al contributo economico della Regione Campania, con ben 26 corse da qui a fine anno, le date non sono state ancora ufficialmente fissate. Verranno decise dal territorio per far sì che il treno venga utilizzato nei periodi a maggiore polarizzazione turistico-culturale».

Il numero uno delle ferrovie storiche nazionali si emoziona ricordando il lavoro infrastrutturale portato avanti in questi mesi e lancia in maniera perentoria la tratta, chiamando, nuovamente, l’Irpinia ed i suoi amministratori a fare la loro parte: «Le opere tecniche che abbiamo ritrovato lungo la tratta hanno lasciato stupefatti tutti. Vedere registrato il collaudo del ponte di Lapio, struttura che ha più di cento anni, e vederlo percorso da treni a carico crescente è stato sbalorditivo. Parliamo di infrastrutture antiche che sono sopravvissute, intatte, a terremoti e vicissitudini di ogni genere. L’Avellino-Rocchetta Sant’Antonio - sottolinea l’ingegner Cantamessa - è un’opera d’arte, il suo zigzagare ne fa un’attrazione turistica con pochi pari in Europa. Il suo futuro, però, è in mano a chi vive e amministra questi luoghi».

La possibilità di rivederla attiva per il trasporto pubblico locale, però, è ancora lontana: «Gli interventi legati all’infrastruttura, ovvero ponti, gallerie e stazioni, non precludono un futuro esercizio di trasporto pubblico locale. Ma questo è un qualcosa che non riguarda direttamente Fondazione Fs. Nel caso sarà necessario un nuovo upgrading tecnico. Per quanto ci riguarda, abbiamo mantenuto e rispettato un cronoprogramma svizzero. Avevamo ipotizzato di riaprire l’intera tratta verso la metà di maggio, - conclude - questo accadrà il 26».

Soddisfatta anche Rosetta D’Amelio, Presidente del Consiglio Regionale della Campania: ««Oggi l’intera Irpinia vive una bella giornata. La Regione Campania ha mantenuto gli impegni e grazie a Fondazione Fs, dalla fine di maggio, il treno Avellino-Rocchetta Sant’Antonio percorrerà la sua intera tratta. Non è stata una cosa semplice, soprattutto per quanto riguarda i lavori di riqualificazione. Da anni lotto affinché questa ferrovia venga riaperta, - ha affermato ricordando il suo passato da sindaco di Lioni - ci sono persone che hanno fatto dell’impegno per questa tratta una ragione di vita. Nella passata legislatura regionale, purtroppo, non c’è stato nulla da fare ma il primo impegno che ho chiesto al Governatore De Luca è stato proprio questo, rimettere in moto l’Avellino-Rocchetta. A darci una mano è arrivata anche la legge nazionale sulle ferrovie storiche».

Anche Palazzo Santa Lucia punta sul valore attrattivo della tratta: «Attraversa luoghi e paesaggi bellissimi, suggestivi e che fanno grande la nostra terra, a partire dalle vie del vino passando per Calitri, l’Oasi di Conza, il Santuario di San Francesco a Folloni. Questa è una tratta bellissima e che attrae cittadini e turisti. Pensate che, nelle sue riaperture parziali, l’Avellino-Rocchetta ha superato, per biglietti venduti, ferrovie italiane di primo piano. La definitiva riapertura, con il capolinea all’interno del capoluogo la farà diventare più raggiungibile da Napoli e Salerno e, quindi, ancor più appetibile. La ferrovia sarà un volano di sviluppo incredibile, - evidenza D’Amelio - soprattutto per le nostre eccellenze enogastronomiche. Potrà garantire un nuovo sviluppo per il nostro territorio. Guardiamo, come Regione, alla riqualificazione delle stazioni ferroviarie che ricadono sulla tratta. Dovranno diventare le vetrine della nostra Provincia».







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