
Corriere del Mezzogiorno – Campania del 05 gennaio 2014 - Articolo a firma di Angela Cappetta “Crescent, la via di uscita della Soprintendenza: si rifà tutta la procedura”.
Mi corre l’obbligo di richiedere la pubblicazione delle precisazioni che seguono in merito all’articolo sopra indicato. L’articolo trae spunto da un breve colloquio telefonico intercorso con l’articolista e, pertanto, quanto è stato riportato nel testo è da ritenersi libera, seppur legittima, interpretazione dell’estensore. Ritengo, però, necessario evidenziare quelle parti dell’articolo che, nell’elaborazione giornalistica, potrebbero, comunque, aver dato luogo ad eventuali letture in qualche modo dissonanti da quanto effettivamente comunicato. Innanzitutto, è opportuno precisare che non vi è stato alcun coinvolgimento dell’Avvocatura Distrettuale di Salerno da parte della Soprintendenza: si tratta di due uffici dello Stato i cui rapporti hanno regole ben precise ed i cui eventuali effetti si traducono in atti formali. Alla giornalista sono state riferite le impressioni scambiate in esito ad una prima sommaria lettura della sentenza del Consiglio di Stato. Come espressamente specificato nel colloquio, si è trattato di impressioni di “prima mano” che la consistenza della sentenza evidentemente richiederà ulteriori approfondimenti e letture, fatte anche a più livelli e con ben altra ritualità. Altro argomento che va precisato è quello che scaturisce sia dal titolo che dalla lettura dell’articolo stesso: la Soprintendenza non ha indicato alcuna “via d’uscita alla questione Crescent – Consiglio di Stato”: non è stata mai usata tale espressione, né la si poteva utilizzare per il semplice fatto che non è compito della Soprintendenza dare “vie d’uscita” ad alcuno. La Soprintendenza esamina atti e da tale esame fornisce pareri o autorizzazioni (con esiti positivi o negativi), a seconda delle procedure. Sempre riferendosi alle medesime argomentazioni, né la Soprintendenza, né tanto meno l’Avvocatura, hanno “escogitato” alcuna procedura o trovato alcuna “strada legale per risolvere l’enigma del provvedimento” del Consiglio di Stato: si tratta di una sentenza che va prima studiata e poi ne va data esecutività nei modi previsti. In ultimo, l’unica frase riportata in virgolette (“se cade la madre, cadono anche i figli”) che l’articolista ha voluto attribuire agli “avvocati”, non poteva evidentemente essere pronunciata da alcun altro soggetto, visto che il colloquio telefonico è avvenuto solo tra il sottoscritto e la giornalista.
F.TO
Il Soprintendente BAP di Salerno e Avellino
Ing. Gennaro Miccio
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